Scuola e università nei Paesi Bassi, tra integrazione e rispetto delle identità nazionali, con scelte su cui si potrebbe discutere.
"La democrazia è il peggiore dei regimi, fatta eccezione per tutti gli altri che sono stati sperimentati finora." (Winston Churchill)
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mercoledì 27 agosto 2014
lunedì 25 agosto 2014
Anna Pan: la migliore degli studenti europei alle Olimpiadi di Washington.
| I partecipanti alle Olimpiadi di Washington. Anna Pan è in prima fila, seconda da destra. |
Anna Pan, la giovane studentessa italiana di origini cinesi di cui questo blog si è già occupato con due post (30 aprile 2014 e 19 maggio 2014), si è classificata sesta -e prima tra i concorrenti europei-- alle Olimpiadi di Neuroscienze svoltesi nei giorni scorsi a Washington.
Qui, invece, il comunicato apparso sul sito del Liceo Scientifico "Antonelli" di Novara, frequentato da Anna.
martedì 12 agosto 2014
Film da rivedere: "Amici per la pelle".
"Amici per la pelle", un film di Franco Rossi del 1955.
Una delicata storia di amicizia tra due ragazzi di scuola media nella Roma degli Anni Cinquanta.
Magistrale l'interpretazione di Andrea Scirè Borghese (Franco), uno degli innumerevoli talenti italiani che sono stati costretti ad espatriare.
Il film ha i sottotitoli in inglese, per cui può essere usato anche per un approccio interdisciplinare.
Qui per i commenti, decisamente lusinghieri, alla pellicola (con osservazioni dello stesso Scirè).
Premio OCIC alla mostra del cinema di Venezia del 1955.
Un film da proporre senza alcuna esitazione nelle nostre scuole.
Magistrale l'interpretazione di Andrea Scirè Borghese (Franco), uno degli innumerevoli talenti italiani che sono stati costretti ad espatriare.
Il film ha i sottotitoli in inglese, per cui può essere usato anche per un approccio interdisciplinare.
Qui per i commenti, decisamente lusinghieri, alla pellicola (con osservazioni dello stesso Scirè).
Premio OCIC alla mostra del cinema di Venezia del 1955.
Un film da proporre senza alcuna esitazione nelle nostre scuole.
Etichette:
Amicizia - Anni Cinquanta.
Ubicazione:
Roma, Italia.
mercoledì 6 agosto 2014
Telecamere a scuola.
Tra le tante sciocchezza che si è costretti ad ascoltare, vi è anche quella -sostenuta con veemenza da alcuni 'esperti'- secondo cui l'installazione di un sistema di videosorveglianza nelle scuole, attraverso le telecamere a circuito chiuso, violerebbe la privacy.
Chiunque possegga un minimo di giudizio capisce perfettamente che si tratta, appunto, di balordaggini, visto che ormai le telecamere rappresentano una costante nella vita quotidiana di ciascuno di noi (senza che nessuno ci chieda il permesso di essere ripresi). E lo rappresentano anche in alcuni istituti scolastici, dove sono stati già installati sistemi di videosorveglianza, con buoni risultati nella prevenzione e nel contenimento della devianza disciplinare studentesca e di altre forme di illegalità.
Le telecamere a scuola costituiscono ormai una priorità assoluta, a fronte soprattutto della drastica riduzione del personale ausiliario, che prima riusciva quantomeno ad evitare i danni più gravi alle strutture e le aggressioni fisiche e verbali in ambito scolastico.
Per un approfondimento, cfr. qui, qui, qui, qui, qui, qui, qui, qui, qui, qui, qui, qui (per non andare oltre).
Per un esame dei regolamenti, v. quelli dei seguenti istituti statali: "A. Balzico" (Cava de' Tirreni), "I. Newton" (Camposampiero, Padova), C. N. "P. Diacono" (Cividale del Friuli, Udine), che per inciso ha adottato la divisa scolastica, "E. Majorana" (Seriate, Bergamo),. E se ne potrebbero citare altri.
Sotto, una serie di filmati sul ruolo della videosorveglianza nel contrasto alla delinquenza e di altri fenomeni di devianza sociale:
Sotto, una serie di filmati sul ruolo della videosorveglianza nel contrasto alla delinquenza e di altri fenomeni di devianza sociale:
giovedì 31 luglio 2014
Che lingua è mai questa ?
Il progetto di riordino dei corsi serali, con l'istituzione dei CPIA.
Un esempio di quanto poco siano rispettati, dai nostri legislatori, i principi elementari della chiarezza e della leggibilità del testo.Siamo in attesa della 'circolare interpretativa', anzi dell'interpretazione 'autentica', come d'altronde è già avvenuto per altri provvedimenti.
giovedì 24 luglio 2014
Sempre più alcolizzati tra i giovani italiani.
E’ difficile pensare che ragazzini nativi digitali, e quindi appena adolescenti, abbiano modelli di trasgressione da vecchi avvinazzati d’osteria. Eppure chi ha figli di questa generazione sa bene che lo sballo etilico è in voga più che mai.
Difficile accettare come possibile che i figli dei social network considerino un necessario rituale per essere accettati dal gruppo la spregiudicatezza nel bere super alcolici d’ antàn, tanto per prendersi una ciucca memorabile e renderla un atto epico a furia di selfie, o foto taggate per veloci condivisioni tra amici.
Pensavamo che l' ubriacone di paese non fosse un modello vincente, ma sembra che il recupero delle estetiche vintage possa tranquillamente passare dai filtri digitali d’ Instagram alle vecchie marche di liquori che pensavamo defunti.
Mi sono fatto dare da un barman la lista degli “shortini” più in voga tra i giovanissimi che frequentano il suo locale, mi è sembrato di veder riaffiorare quelle bottiglie che credevo estinte nei miei ricordi dei banconi di vecchi bar di provincia di almeno quarant’ anni fa, quando di prima mattina si vedevano signori dal naso rosso tracannare Fernet, Rum Fantasia, Sambuca, Caffè Sport, Cognac nostrani dei tempi di Carosello, Centerbe e amari vari, che da decenni non venivano venivano più mesciuti dalle immarcescibili bottiglie che s' impolveravano dietro alla macchina dell’espresso.
Oggi come rituale di gruppo questi beveroni si mandano giù in sequenza veloce, in tanti bicchierini da tracannare uno in fila all’altro, come fosse la detestabile passatella dei tempi della naja. Il diciottenne con carta d’identità alla mano provvede per tutti, ma di solito c’è una ressa al bancone che scoraggia ogni controllo.
Il ministro Lorenzin ha dichiarato di essere seriamente preoccupata, ritenendo di dover indire una battaglia alla cultura dell’happy hour, soprattutto per tutelare i minorenni a cui gli esercenti non dovrebbero vendere alcolici. Chi non ha raccolto tra genitori la storia di madri e padri che, nel cuore della notte, sono costretti a correre in soccorso del pargolo liceale, che qualcuno ha lasciato appoggiato in qualche angolo della città in coma etilico.
Evidentemente questo dato ricorrente è arrivato al Ministro della salute che ora pensa a una campagna culturale, tenterà l' arduo compito di convincere i minori che l’alcol è una droga a tutti gli effetti, e non ci si scherza. Per antico istinto anti proibizionista, almeno in campo etilico, saremo tutti portati a sottovalutare il problema, ma purtroppo oggi più che mai il super alcolico è entrato tra i consumi sociali abituali dei giovanissimi. Il rapporto dell'Oms appena pubblicato a Ginevra parla di 3,3 milioni di morti nel 2012 per consumo di alcol.
E’ evidente che non siamo abituati a percepire come pericoloso quello che anche noi adulti vediamo come fluidificatore di socialità. Scorro su Facebook le foto di tanti miei amici e amiche (oltre alle mie dello stesso genere). L’ostentazione del bicchiere è un classico tema di foto per uno status, che inconsapevolmente vorrebbe suscitare ammirazione e prestigio.
Quante signore si abbracciano garrule alla bottiglia per aggiungere un like alla loro autostima. Quanti brizzolati provoloni assumono cipiglio venato di spleen, mentre si accostano al viso il mojito cespuglioso, per darsi quell’aria maudit e per farlo entrare ben bene nell’ inquadratura del loro smartphone.
Difficile poi scandalizzarsi per i ragazzini che fanno la gara della video ciucca con il perverso drinking game del NekNominate, la social condivisione dei primi tentativi per una cirrosi.
Non molto tempo fa ero in metropolitana a metà mattina, avevo di fronte un gruppo di ragazzine che al massimo avranno fatto la terza media, ma quel giorno di sicuro non erano andate a scuola. Una di loro era completamente sballata e stava accucciata tra i sedili pieni di zainetti e piumini colorati. Le amiche ridevano e la fotografano. A un certo punto la bimba strafatta ha vomitato per terra una quantità industriale di vino rosso, innaffiando chiunque avesse accanto.
Sembrava una scena che di solito ha per protagonista qualche clochard in un angolo di stazione. Invece era una ragazzina di ottima famiglia, coperta di ogni marchio possibile dalle scarpe all'ombretto.
Alla prima fermata le bimbe si sono volatilizzate, lasciando nello scompartimento quel mar rosso di vino in cartone da supermarket. Era la dimostrazione che volevano darci, di non essere da meno dei più incalliti avventori da mescita low cost.
Gianluca Nicoletti, Quei ragazzini che bevono come i vecchi ubriaconi di paese, "La Stampa. 12-05-14.
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Sotto, una serie di video sul fenomeno:
sabato 14 giugno 2014
Quanto sei bravo in Matematica ? Scoprilo con queste prove.
Verifica le tue competenze in matematica e logica con i quiz proposti durante il kangourou della matematica 2014 e riportati ieri dal "Sole 24 ore" .
lunedì 9 giugno 2014
Maturità 2014: un aiuto da "Tempi".
La rivista "Tempi" mette a disposizione dei candidati agli esami di maturità materiale particolarmente utile per la prova di Italiano.
Questa la sezione dedicata all'iniziativa. Da non perdere.
sabato 31 maggio 2014
Conosci i classici ? Mettiti alla prova.
Verifica la tua conoscenza dei classici con i quiz del "Sole 24 ore" .
Sicurezza nelle scuole: il CENSIS lancia l'ennesimo allarme.
ANSA
Intonaci inesistenti, rubinetti gocciolanti, vetri rotti, impianti elettrici e idraulici fuori uso; e, se non bastasse, problemi anche alle strutture portanti di 3.600 edifici. Appare davvero preoccupante la situazione degli istituti scolastici italiani, almeno a stare ai numeri di uno studio del Censis. Che lancia anche un allarme amianto: sarebbero 2mila le scuole che esporrebbero i propri studenti al famigerato materiale killer. Pronta la `replica´ di Roberto Reggi, sottosegretario all’Istruzione con delega all’edilizia scolastica: «il governo conosce bene la situazione», spiega, annunciando che ha già messo in cantiere 20.000 interventi e che è pronto un piano di investimenti per oltre 1,2 miliardi.
Secondo il report del Censis, su un totale di 41 mila edifici, 24 mila avrebbero impianti - elettrici, idraulici e termici - non funzionanti, oppure insufficienti o non a norma. Ma un dato ancora più allarmante riguarda l’amianto: sarebbero 2mila gli istituti che esporrebbero i propri studenti e alunni, circa 342mila, ai suoi effetti nefasti. I riflettori del Censis illuminano anche i problemi alla staticità degli edifici, in tutto 3.600, nei quali operano ogni giorno, viene ricordato, circa 580mila ragazzi. A completamento del fosco scenario il rapporto ricorda anche che 7.200 scuole avrebbero tetti e coperture a pezzi, non più in grado quindi di adempiere al proprio compito. Colpa anche della vetusta’ delle costruzioni, visto che il 15% degli edifici è stato costruito prima del 1945, un altro 15% tra il ’45 e il 1960 e solo un quarto è stato realizzato prima del 1980.
Secondo i 2.600 dirigenti scolastici sentiti dal Censis, per il 36% degli edifici è prioritario avviare lavori di manutenzione straordinaria. Ma nella maggioranza dei casi (57%) l’esigenza è dare continuità a interventi di manutenzione ordinaria. Nonostante il patrimonio immobiliare scolastico sia vecchio, e benché si tratti generalmente di strutture che corrispondono a modelli oggi non più funzionali, solo nel 7% dei casi si ritiene fondamentale la costruzione di un edificio più adeguato o il trasferimento della scuola in un’altra sede. Poi, spiegano sempre i dirigenti scolastici, di lavori se ne fanno pochi e spesso male, com’è successo in più di 10mila edifici negli ultimi 3 anni.
Ma il governo, fa sapere il sottosegretario all’Istruzione Roberto Reggi, conosce bene la situazione e ha inserito l’edilizia scolastica tra le sue priorità. «E proprio per questo - chiarisce - abbiamo in programma già oltre 8.200 interventi da far partire nel 2014». Altri 11mila interventi, aggiunge, «partiranno all’inizio del 2015. Con le opere previste solo quest’anno interesseremo circa un quarto delle scuole e quindi due milioni di studenti». Nel frattempo, dal primo luglio, «partiremo con 7mila interventi». Nel complesso saranno 4.293 i plessi interessati da opere di manutenzione e altri 8mila saranno interessati da interventi nel 2015. In estate partiranno 2.700 interventi per la manutenzione straordinaria e altri 1.266 per interventi di ristrutturazione o nuove costruzioni, con un valore medio di 1 milione ciascuno e un investimento che supererà 1,2 miliardi.
Numerosi i commenti allo studio del Censis. Se per la Flc Cgil «deve essere chiarito quali sono le effettive risorse a disposizione, con quali tempi e con quali procedure», Carlo Rienzi, presidente del Codacons, ricorda che già con la class action del 2011 il Tar del Lazio e il Consiglio di Stato avevano ordinato al Miur di varare un “Piano nazionale di edilizia scolastica”. «Ma - aggiunge Rienzi - dopo 3 anni nulla è stato fatto» e a fronte di ciò annuncia la denuncia di tutti i dirigenti del Ministero dell’Istruzione dal 2011 a oggi per inottemperanza all’ordine del giudice».
Intonaci che crollano e amianto. Il Censis lancia l’allarme scuole: “Migliaia gli studenti a rischio”Il rapporto sull’edilizia scolastica: in 24 mila istituti impianti non a norma, "La Stampa", 31-05-14. [Grassetto redazionale.]
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Sotto, una serie di video sull'argomento:
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Sotto, una serie di video sull'argomento:
giovedì 29 maggio 2014
Roma Capitale: di cosa ? 3.
Si riuniscono poco ma quando lo fanno non mancano di fantasia i componenti dell'assemblea capitolina. L'ultima approvata è la delibera dal titolo 'Sposarsi a Roma' e prevede un regolamento che allunga la lista dei luoghi della capitale dove si potranno celebrare matrimoni con rito civile. Via libera dall'aula con 25 voti favorevoli e 4 astenuti e 2 contrari, accogliendo la proposta del coordinatore di maggioranza Fabrizio Panecaldo. Insomma delibera approvata a stragrande maggioranza, entro due mesi si dovrebbe partire.
Ma non è detto che la delibera sarà mai applicata così come l'assemblea l'ha immaginata. Fra i luoghi pubblici dove si vorrebbero portare le folle festanti c'è anche il Colosseo. Vuol dire aggiungere migliaia di persone all'interno del Colosseo ai 20mila che ogni giorno lo visitano, semmai persone che cantano, lanciano riso agli sposi e fanno tutto quello che normalmente si fa quando c'è da festeggiare in allegria. Un altro dettaglio da considerare è che il Colosseo, come qualsiasi altro monumento, non è del Comune di Roma ma del demanio. L'assemblea capitolina infatti ha aggiunto nel suo annuncio sulla delibera che sarà però necessario il via libera del Ministero dei Beni Culturali per sposarsi al Colosseo.
Il commento del ministro Dario Franceschini è stato molto netto: "Sposarsi al Colosseo? Kitsch e stravagante".
Franceschini: 'Sposarsi al Colosseo? Kitsch' . Il ministro per i Beni Culturali boccia la delibera dell'assemblea capitolina che dava il via libera ai matrimoni anche all'interno dell'Anfiteatro Flavio. "La Stampa", 29-05-14.
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Mentre la città diventa ogni giorno di più invivibile e parecchi residenti vorrebbero andarsene, i suoi vertici (ma a quanto pare anche l'opposizione) sembrano interessarsi di ben altro.
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Mentre la città diventa ogni giorno di più invivibile e parecchi residenti vorrebbero andarsene, i suoi vertici (ma a quanto pare anche l'opposizione) sembrano interessarsi di ben altro.
Pienamente condivisibile il commento del Ministro Franceschini.
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Ubicazione:
Roma.
Il cinismo non paga.
Essere cinici e pensare che ciascuno badi solo al proprio tornaconto personale fa male alla salute del cervello e triplica il rischio di ammalarsi di demenza senile.
È quanto emerge da una ricerca finlandese pubblicata sulla rivista Neurology e condotta da Anna-Maija Tolppanen della Università della Finlandia Orientale.
Gli esperti hanno considerato 1.449 persone di età media 71 anni e ne hanno monitorato la salute mediamente per 10 anni.
Periodicamente i ricercatori finlandesi hanno sottoposto il campione ad una batteria di test per la diagnosi di demenza e per capire la personalità di ciascuno, in particolare per misurarne il livello di cinismo. Il campione è stato poi suddiviso in gruppi, in base ai livelli di cinismo “emersi”.
Il cinismo e la sfiducia cinica sono stati poi indagati chiedendo ai partecipanti, ad esempio, quanto si sentissero d’accordo con frasi come «È più sicuro non fidarsi di nessuno». È emerso che i più cinici hanno un rischio triplo di ammalarsi di Alzheimer, la forma più comune di demenza senile, rispetto alle persone di indole meno cinica. Il cinismo, in precedenti studi, era stato già correlato al rischio di problemi cardiovascolari.
Essere cinici triplica il rischio demenza, "La Stampa", 29-05-14.
Etichette:
Alzheimer - Demenza senile.
Ubicazione:
Finlandia.
mercoledì 28 maggio 2014
Roma Capitale: di cosa ? 2.
Il crollo della Galleria delle Terme alla domus Aurea nel 2010, lavori in corso.
Dal 2006 la Domus Aurea è chiusa al pubblico. La reggia di Nerone è un capolavoro: 150 stanze, un’estensione di 16mila metri quadrati pari a tre campi di calcio, 30mila metri di stucchi e decorazioni alle pareti. Ma è un capolavoro delicato, il rischio di crolli è molto alto, per metterlo in sicurezza sono necessari interventi complessi e prima che si possa riaprire al pubblico passerà ancora del tempo. L’ultima scadenza ufficiale era settembre ma non si sa se sarà rispettata.
Nell’attesa perché non fare una passeggiata nel cantiere? Sarebbe un’area vietata, i cartelli lo dicono chiaramente e diverse reti e lucchetti ribadiscono il concetto. Ma chi vuole entrare può farlo in tutta tranquillità. Le reti sono state rotte in più punti, l’area intorno alla Domus Aurea da tempo è un dormitorio per chi non ha un tetto ed una passeggiata per proprietari di cani che vogliono lasciare i loro animali liberi dal guinzaglio. Giacigli di cartoni, vestiti appesi ad asciugare, pentole, sacchi a pelo sono sparsi nel giardino o riposti nei lucernai dell’antica reggia di Nerone come in un armadio.
Dopo essere entrati nel giardino o nel cantiere, se qualcuno volesse potrebbe anche trovare il modo di scavalcare o rompere l’ultima recinzione e passare all’interno del padiglione dove è in corso il restauro.
La Soprintendenza ha segnalato più volte il problema al Comune, i varchi abusivi non dovrebbero essere tollerati per molti motivi. Innanzitutto la sicurezza di chi cammina o vive nel giardino: l’ultimo crollo delle volte sottostanti è di quattro anni fa, tutti sanno che potrebbero essercene altri. A rischio anche la sicurezza degli operai: più volte sono stati rubati pezzi di ferro dalle impalcature mettendo in pericolo chi lavora. E, infine, chi può escludere la possibilità di furti o danni al sito?
Il Comune da lunedì 26 maggio non ha più un assessore alla Cultura, Flavia Barca si è dimessa perché non esistevano più le condizioni per andare avanti. Una decisione per nulla osteggiata dal sindaco Ignazio Marino poco soddisfatto del bilancio del primo anno di attività in un settore chiave come la Cultura. Di risultati, infatti, se ne sono visti pochi nella tutela dei grandi siti archeologici della città. Giace sempre circondato dal più totale degrado il Mausoleo di Augusto nonostante sia il bimillenario della sua morte, nessuna notizia dell’Ateneo di Adriano a piazza Venezia, la più grande scoperta degli ultimi settant’anni su cui non si è riusciti nemmeno a portare a termine il concorso per la creazione di una copertura protettiva. Non tutta la materia è di competenza esclusiva del Comune, sul cantiere della Domus Aurea trasformato in dormitorio, infatti, risponde di non poter fare molto, non ha poteri di polizia, e di considerare una priorità i giardini di Colle Oppio e le meraviglie nascoste sottoterra. E’ alla ricerca affannosa di fondi per dare il via ad un progetto di valorizzazione del parco che trasformerebbe definitivamente l’area aprendo al pubblico non solo la Domus Aurea ma anche un capolavoro sconosciuto come la Sala delle Sette Cisterne. Se ne parla da oltre dieci anni, da quando alla guida di Roma c’era Rutelli. Marino spera che questa sia la volta buona. Prima però gli tocca pure cercare un altro assessore.
Flavia Amabile, Domus Aurea: chiusa al pubblico di giorno, dormitorio di notte, "La Stampa", 27-05-14.
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Di seguito, video sulla Domus Aurea e sull'area circostante:
Una scuola in prima linea contro la corruzione.
Municipio VII: "combattiamo la corruzione dai banchi di scuola"
„
La lotta alla corruzione riparte dai banchi di scuola. E più precisamente da quelli situati in Piazza dei Cavalieri del lavoro, dove ha sede il Liceo Scientifico Gullace Talotta. In quelle aule, infatti, è stato elaborato il piccolo atlante della corruzione che sarà presentato mercoledì 28 maggio alle ore 17 presso la Sala Rossa del Municipio VII.
IL POLSO DEL TERRITORIO - “Comprendere i fenomeni di illegalità partendo dalla percezione che ne hanno le persone, non solo è istruttivo per i più giovani, ma restituisce all'amministrazione una visione ancora più completa del territorio” ha osservato il Presidente Fantino, cui sarà presentato il lavoro frutto di un un percorso didattico promosso dall’Associazione Libertà e Giustizia di Roma.
LA CORRUZIONE E LA CULTURA - “Ciò che si nasconde dietro la corruzione – ha poi aggiunto nella nota Fantino - spesso è una carenza culturale che impedisce di percepire il reato anche a chi lo commette. Un vuoto - ha concluso il minisindaco - che la scuola e iniziative come il Piccolo Atlante della corruzione possono contribuire a contrastare, molto più di tante politiche securitarie. Agli studenti del Gullace vanno i più sentiti ringraziamenti del Municipio”.
Municipio VII: combattiamo la corruzione dai banchi di scuola, "Roma Today", 27-05-14.
Etichette:
Liceo Scientifico "Gullace" - Municipio VII.
Ubicazione:
Roma.
domenica 25 maggio 2014
Roma Capitale: di cosa ?
Caos tessere elettorali in molti municipi della Capitale. Da Montesacro a Tor Bella Monaca, da Prima Porta a Prati, sono tanti i disagi segnalati da cittadini e consiglieri municipali. Molte le persone che per l'impossibilità di ottenere la tessera o per la fila lunghissima da fare, hanno di fatto rinunciato al proprio diritto di voto. A causare i disagi da un lato una riduzione del personale previsto per questo servizio e dall'altro delle rinunce spontanee dei lavoratori, in protesta per la vertenza del salario accessorio. A rendere più grave la situazione anche l'esaurimento delle schede elettorali. Infatti in molti si sono accorti solo oggi di avere tutti gli spazi occupati. Senza lo spazio disponibile i presidenti di seggio non stanno accettando i votanti e questo sta ulteriormente intasando gli uffici.
PD AL PREFETTO - Un problema che ha spinto il Pd di Roma a chiedere l'intervento del Prefetto: "Si verifichi la possibilita' di apporre il timbro sulla tessera al di fuori degli spazi", scrive il segretario romano del partito, Lionello Cosentino.
XV MUNICIPIO - La situazione più grave sembra essere quella di Roma Nord. E' il presidente del consiglio municipale, Gina Chirizzi (PD), a denunciare il caos: "Con grande sorpresa questa mattina gli elettori di Roma Nord hanno trovato l'ufficio anagrafico di Prima Porta chiuso per indisponibilità del personale. Per tutti i cittadini dell'asse Flaminia che devono rinnovare il certificato elettorale e soprattutto per tutti i cittadini di Prima Porta che hanno perso tutto a causa dell'alluvione di 4 mesi fa oggi non viene garantito il diritto di voto dalla pubblica amministrazione". Di fatto nell'intero municipio l'unico ufficio aperto è quello di La Storta. E' il consigliere comunale Cantiani (NCD) a denunciare: "Sono aperti solo gli uffici de La Storta. Sono chiusi invece quelli di Cesano, Ponte Milvio e Prima Porta. E questo non è degno per la città Capitale d' Italia. Che il ciclista ha trasformato in una barzelletta. Ora basta. Se ne vada a casa".
Alla base del disagio in questo ci sarebbe da un lato una riduzione del personale per il servizio, dall'altro la rinuncia da parte dei dipendenti allo straordinario. Una rinuncia che sembrerebbe essere legata alla vicenda del salario accessorio e alle incertezze sull'effettivo pagamento delle spettanze.
III MUNICIPIO - Situazione analoga anche nel III municipio. Qui all'ufficio anagrafe in mattinata venivano segnalate code di 300 persone. Molti hanno rinunciato al ritiro della scheda e quindi al diritto di voto. E' il presidente del consiglio municipale Corbucci (PD) a definire intollerabile la situazione. "Non è possibile", spiega, "far aspettare i cittadini ore in fila per consentire loro di usufruire del proprio diritto di votare alle elezioni. Pretendo dal direttore del municipio dott.ssa Emanuela Bisanzio delle immediate spiegazioni sugli attuali disservizi".
"Non è serio", continua Corbucci, "che già dopo le ore 11 molti cittadini abbiano dovuto rinunciare al rinnovo della tessera elettorale o della carta d'identità, perché avevano davanti oltre 400 persone. Siamo abituati ormai da mesi a lavorare al rilento sia negli uffici di via Fracchia che in quelli di Piazza Sempione, dove molto spesso gli atti provenienti da Roma Capitale arrivano al consiglio municipale con giorni di ritardo, perché si fermano alla firma del direttore, come è accaduto anche per il bilancio. Questa inefficienza però non può e non deve pesare sui cittadini del municipio. Per questo lunedì chiederò alla conferenza dei capigruppo di convocare un consiglio municipale straordinario, in accordo con l'assessore al personale Antonio Comito che aveva già segnalato tali problemi, per discutere di quanto sta avvenendo".
VI MUNICIPIO - Caos anche in VI municipio dove si è formata una calca di mille persone per il ritiro della tessera. A smaltire la coda appena 10 dipendenti. Urla e proteste che hanno spinto l'ufficio anagrafico a chiedere l'intervento della polizia. Gli agenti intervenuti a fatica hanno riportato la calma. In tanti però hanno rinunciato al ritiro della tessera.
OSTIA - File lunghissime anche nel territorio di Ostia. Due gli uffici aperti, via Claudio e piazza Capelvenere. Da questa mattina alle 9 file per i residenti che si sono recati per il ritiro della nuova tessera. Gli impiegati faticano a smaltire le file e si segnalano proteste.
CENTRO - Anche nel I municipio non sono mancati i disagi. E' il consigliere NCD Aubert a raccontare che "agli uffici del I municipio di Roma a Circonvallazione Trionfale e a via Petroselli si stanno creando code con centinaia di persone, composte per lo più da persone in età avanzata, che devono rinnovare la tessera elettorale ormai esaurite per la decima votazione. Il sindaco Marino, avrebbe dovuto prendere opportuni e tempestivi provvedimenti a tal riguardo come, ad esempio con avvisi negli uffici comunali o anche attraverso affissioni ben visibili ai cittadini per ricordare questo importante adempimento per l'esercizio del diritto costituzionale al voto. Nei municipi solo pochi eroici impiegati si stanno prodigando per esaudire la giusta richiesta di tanti cittadini".
IL CAMPIDOGLIO RISPONDE - In occasione delle elezioni europee di questa domenica, l’Ufficio elettorale centrale e gli uffici municipali hanno consegnato, da questa mattina alle 7 e fino alle 14.30, oltre 12.900 tessere elettorali in sostituzione di quelle esaurite, deteriorate o smarrite. Su tutto il territorio di Roma, oltre all’ufficio centrale di piazza Marconi, sono aperti fino alle 23 diciannove uffici adibiti al ritiro delle nuove tessere elettorali. Oltre alle sedi dei quindici municipi, Roma Capitale ha predisposto infatti anche l’apertura straordinaria delle ex sedi dei municipi accorpati. Alle 14.30 negli uffici centrali dell’Eur erano state consegnate 2.200 nuove tessere. Anche gli uffici dei municipi hanno lavorato da questa mattina distribuendo un elevato numero di tessere e, dove necessario, come al Municipio I o III, il personale è stato integrato con dipendenti di rinforzo. Da questa mattina, fino alle 14.30, sono state consegnate nel Municipio V 1.100 tessere, nel XIV 1000, nel VIII 1000, nel X 900, nel II 900, mentre nel III, VIII e XV tra 480 e 490. Infine, dal primo aprile alla giornata di ieri le schede ritirate dai romani negli uffici di Roma Capitale sono state 55.600, a queste si aggiungono le 12.900 rilasciate solamente nella giornata di oggi e fino alle 14.30, per un totale di 68mila e 500.
Matteo Scarlino, Europee: caos tessere elettorali nei municipi, in tanti rinunciano al voto, "Roma today", 25-05-14.
Ubicazione:
Roma.
sabato 24 maggio 2014
Sanzioni o business ?
AFP - Marco Tronchetti Provera stringe la mano al numero uno di Rosneft, Igor Sechin. Sullo sfondo il presidente russo Vladimir Putin.
È una notizia grossa sia per il suo rilievo economico sia per il momento di politica internazionale in cui arriva. La Camfin, holding industriale che è la maggiore azionista della Pirelli, accoglie fra i suoi azionisti il gruppo Rosneft. I russi diventano soci con una quota del 50% in cambio di un investimento di 552,7 milioni di euro.
Gli attuali azionisti di Camfin sono la società Nuove partecipazioni (cioè Marco tronchetti Provera e soci) e i gruppi bancari Intesa Sanpaolo e Unicredit. Rosneft è un grande impero russo del petrolio e dell’energia. Entrerà nel capitale di Camfin attraverso la società Long-term Investment Luxembourg. Camfin a sua volta è azionista della Pirelli con il 26,19%.
Un’operazione così rilevante che coinvolge l’Italia e la Russia si presta a varie considerazioni. Dal punto di vista della politica internazionale fa capire che in Occidente chi ha in mano l’economia non consente che vicende politiche come quella dell’Ucraina condizionino gli affari con i russi. Da un altro punto di vista l’operazione dimostra la grande fiducia che il sistema industriale italiano continua a suscitare fra gli investitori stranieri.
Il gigante del petrolio diventa socio in cambio di 552 milioni., "La Stampa", 24-05-14.
giovedì 22 maggio 2014
mercoledì 21 maggio 2014
Ancora sull'alternanza scuola-lavoro.
È un esperimento unico in Italia, quel modello duale tedesco di alternanza scuola-lavoro tante volte auspicato da più parti per avvicinare bisogni delle imprese e mondo dell'istruzione. Ducati e Lamborghini (entrambe di proprietà del gruppo Volkswagen) avvieranno assieme al glorioso Istituto Aldini-Valeriani di Bologna una «Scuola dei mestieri » che consentirà ai ragazzi di svolgere gli ultimi due anni di studio parte in fabbrica e parte nelle aule. Sei mesi di studio e sei mesi di lavoro, con una doppia formazione che consente ai ragazzi di avere una concreta ed immediata possibilità di impiego sviluppando le competenze specifiche che servono ai due colossi dell'industria. Per partire a settembre ci stanno lavorando da mesi la Regione, le due aziende interessate, l'Ufficio scolastico regionale e il ministero dell'istruzione, tanto che sia a Borgo Panigale (casa delle «Rosse») che a Sant'Agata Bolognese (dove nascono i bolidi del Toro) è stata fissata e rimandata più volte la data di presentazione in attesa che i dettagli tecnici vengano definiti. E infatti tutti sono molto prudenti, perché gli aspetti legislativi da sistemare sono parecchi e ci sono ancora molti tasselli da incastrare, ma il progetto che sta per tagliare il traguardo è una sorta di rivoluzione, tra l'altro replicabile anche in altre aziende. L'unico che può permettersi al momento di parlarne è l'assessore regionale alla scuola Patrizio Bianchi, che sull'iniziativa potrebbe mettere parte dei fondi assicurati dal progetto «Garanzia giovani», lanciato il Primo maggio, e altri incentivi legati al mondo dell'apprendistato. «È giusto che le aziende e il ministero ci pensino bene, perché è un esperimento unico in Italia — ammette — ma noi non molliamo, se ci sono problemi li affronteremo e risolveremo assieme perché uno dei nostri compiti è sempre stato quello di fare gli sperimentatori».Sono anni che si parla di rilanciare l'istruzione tecnica. Tra i tanti che si sono spesi sul tema c'è anche l'ex premier Romano Prodi, intervenuto più volte per invitare i giovani a rivalutare questi istituti. E sono anni che le scuole stringono alleanze e accordi con le imprese, così come lo stesso istituto Aldini- Valeriani che ha già progetti di collaborazione con Ducati. Ma questa volta è diverso perché sarebbero gli stessi tedeschi del gruppo Volkswagen, che possiedono da due anni Ducati e dal 1998 Lamborghini, che esporterebbero in uno degli istituti gioiello della formazione tecnica bolognese quel modello tedesco tanto invidiato e studiato. Il progetto secondo le intenzioni coinvolgerà almeno una cinquantina di ragazzi nel suo primo anno di vita, e prenderà forma nel biennio finale dell'istituto unendo la teoria della scuola con l'esperienza pratica in azienda, con lezioni e percorsi di lavoro protetti all'interno delle fabbriche. Nella bozza iniziale di progetto, che è stata cambiata profondamente e continua a cambiare in questi mesi, si legge che «il sistema duale è senza ombra di dubbio l'aspetto vincente del modello formativo tedesco, poiché da un lato permette di inserire efficacemente i giovani nel mondo del lavoro sin dal termine della scuola dell'obbligo e, dall'altro, consente alle aziende di investire in futuri collaboratori ». In questa ipotesi iniziale i percorsi sarebbero stati remunerati con il rimborso da tirocinante nella parte svolta a scuola e con un contratto a tempo determinato per la parte in azienda. Ma in queste settimane i tecnici stanno lavorando su altre ipotesi di inquadramento, come l'apprendistato. In sostanza, accertato che le aziende e le istituzioni locali sono disposte a investire fondi nell'iniziativa, si tratta di capire come riconoscere come «scuola» i mesi passati in azienda e arrivare così, al termine della «Scuola dei mestieri» di Ducati e Lamborghini, al raggiungimento del diploma. Per lanciarsi direttamente nel mondo del lavoro.
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Se andrà in porto verrà ricordato come il primo esperimento in Italia di modello duale di alternanza scuola-lavoro. Gli artefici sarebbero le aziende Ducati e Lamborghini, del gruppo Volkswagen, e l' Istituto Aldini Valeriani di Bologna, sino ad alcuni anni fa di gestione comunale, che rappresenta una vera e propria 'Scuola dei mestieri': l’accordo punta infatti a permettere agli studenti dell’istituto superiore di svolgere in fabbrica una parte delle ore settimanali degli ultimi due anni di corso.
Ad annunciare le intenzioni, ad un passo dalla ratifica, è stato l’edizione bolognese della ‘Repubblica’ Bologna. Il progetto prevederebbe una alternanza di sei mesi di studio e sei mesi di lavoro, con una doppia formazione per dare ai ragazzi una concreta ed immediata possibilità di impiego.
Secondo l'assessore regionale alla Scuola, Patrizio Bianchi, "è giusto che le aziende e il ministero ci pensino bene, perché è un esperimento unico in Italia - ammette - ma noi non molliamo: se ci sono problemi li affronteremo e risolveremo assieme perché uno dei nostri compiti è sempre stato quello di fare gli sperimentatori".
“Per partire a settembre - spiega il quotidiano - ci stanno lavorando da mesi Regione Emilia-Romagna, le due aziende interessate, l'Ufficio scolastico regionale e il ministero dell'Istruzione. Gli aspetti legislativi da sistemare sono parecchi e ci sono ancora molti tasselli da incastrare”.
Alessandro Giuliani, Bologna: la "Scuola dei mestieri punta in alto", "La Tecnica della Scuola", 18-05-14.
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Sotto, video sull'Istituto -o meglio sugli istituti- "Aldini Valeriani Siriani" di Bologna:
Ubicazione:
Bologna, Italia.
lunedì 19 maggio 2014
Biblioteche in rete.
Tutto lo scibile umano a portata di clic, in ogni momento, in ogni parte del mondo. Non è un sogno, ma è già realtà per gli iscritti alle tante biblioteche italiane che hanno scelto di sbarcare in versione digitale sulla piattaforma di prestito MediaLibraryOnLine . Nata nel 2009, non solo raccoglie tutte le pubblicazioni dei principali editori italiani – oltre 50mila titoli, compresa la rete di self-publishing di Simplicissimus Book Farm –, ma anche 8 milioni di mp3, 80 mila dischi e, ancora, audiolibri, video, quotidiani e riviste, banche dati e risorse per l’apprendimento delle lingue straniere.
Purtroppo - e non è una novità - le biblioteche nel nostro Paese hanno un impatto molto basso.
I numeri dell’Istat parlano chiaro: solo l’11 per cento della popolazione le frequenta con regolarità, contro una media nazionale che negli Stati Uniti sfiora il 70 per cento. “Abbiamo almeno dieci anni di ritardo rispetto al resto del mondo – spiega Giulio Blasi, amministratore delegato della società Horizons Unlimited, che gestisce il portale –, ma qualcosa sta finalmente cambiando. Lo dimostra la rapida crescita dei punti di prestito che hanno deciso di modernizzarsi e aprire, virtualmente, le porte ai propri lettori 2.0”. Sono già 3.900, infatti, sparsi in quindici regioni, ma anche nella Svizzera italiana e in altre città straniere, da Tokyo a Sydney.
Accedere al servizio è semplice: basta essere tesserati in una delle biblioteche del circuito, che forniscono all’utente un account da cui poter scaricare libri musica o film su computer, tablet o e-reader. Le modalità di fruizione e restituzione cambiano a seconda dell’editore: alcuni applicano una protezione Drm che rende illeggibile l’e-book dopo 14 giorni, altri (circa 50) lo considerano un “dono digitale”, che è possibile conservare per sempre. Chiaramente, come in qualsiasi libreria fisica, le copie per il download non sono infinite, ma in numero limitato: nonostante esista anche un prestito interbibliotecario digitale, il servizio rimane comunque territoriale.
“Questa piattaforma è un’opportunità straordinaria non tanto perché va a integrare lo sportello in modalità remota, ma soprattutto perché mette a disposizione una varietà di contenuti che una biblioteca normale non potrebbe offrire – ha continuato Blasi –. Non si tratta però di sostituirla, perché queste vecchie piazze del sapere restano ancora oggi fondamentali come spazio di incontro”.
La nuova cultura fondata su interattività e partecipazione le obbliga però a mettersi al passo con i tempi. La digitalizzazione del nostro patrimonio è già iniziata da tempo, tuttavia resta ancora molto lavoro da fare. Mentre negli Stati Uniti la Digital Public Library ha appena compiuto un anno, anche in Italia fioriscono esempi virtuosi: dalla Biblioteca Vaticana a quella Nazionale Centrale di Firenze , che sta creando dei “magazzini digitali” per tutto ciò che nasce o viene reso virtuale, dalla Sapienza Digital Library dell’ateneo romano al Museo Galileo di Firenze, che ha raccolto nel progetto Galileotheka nove archivi visitabili singolarmente o in maniera integrata con le opere e la vita dello scienziato.
“Il nostro obiettivo è riuscire a conservare, in maniera sostenibile, tutte le memorie per chi verrà dopo ma anche tutto quello che già vive nel mondo digitale”, ha sottolineato ancora Maurizio Vivarelli, professore associato di Bibliografia e Biblioteconomia all’Università di Torino. “Soprattutto, le parole d’ordine devono essere cooperazione – il punto più debole della cultura italiana – e condivisione di risorse. E poi bisogna puntare sui giovani, che hanno una dimestichezza naturale con le nuove tecnologie, e aiutarli a scoprire questa immensa ricchezza dell’Italia”.
Elisa Barberis, Biblioteche digitali, la cultura a portata di clic, "La Stampa", 19-05-2014.
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Sotto, una serie di video sull'argomento:
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