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giovedì 18 settembre 2014

Standing ovation al Congresso americano per il Presidente ucraino.


Il Presidente dell'Ucraina, Poroshenko, in visita ufficiale negli Stati Uniti, è stato accolto dal Congresso e dal Presidente Obama con una simpatia e un calore che rappresentano la migliore risposta alle continue provocazioni di Mosca nei confronti di Kiev e di altri paesi che si sono liberati dal giogo sovietico.

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È la volta dei paesi baltici. Due settimane fa Putin, in una telefonata con il Presidente della Commissione Europea Barroso, avrebbe detto che, se solo volesse, non ci metterebbe messo molto a occupare Kiev.
Ora il giornale tedesco «Suddeutsche Zeitung” riporta di una simile minaccia rivolta al Presidente ucraino Petro Poroshenko: “se volessi, in due giorni occuperei i baltici”. Un elemento in più, purtroppo, per quei lettoni, lituani ed estoni che avevano qualche problema a convincere i colleghi dell’europa occidentale circa la fondatezza delle loro preoccupazioni rispetto agli avvenimenti ucraini.
Ma Putin non si ferma qui, e aggiunge all’elenco delle possibili capitali da occupare anche Varsavia e Bucarest.
La notizia, riportata anche da Der Spiegel, viene letta dai più come la “reazione emotiva” dei russi alle nuove disposizioni del Servizio europeo per l’azione esterna (SEAE) – il soggetto che coadiuva l’alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza – tra cui le maggiori restrizioni all’accesso russo ai mercati finanziari, il divieto alle compagnie europee a concedere prestiti alle 5 maggiori banche russe, e accresciute limitazioni a singole persone fisiche in termini di spostamento di liquidi e di attraversamento di frontiere.
Il Cremlino nel frattempo ha smentito le dichiarazioni attribuite a Putin.

Putin: “Potrei occupare Riga, Vilnius e Tallinn in due giorni, se volessi”,  "Baltica", 18-09-14.

1 commento:

  1. La situazione in Ucraina è veramente delicata.
    Io credo che dovrebbe tornare ad essere amica della Russia, anziché continuare a combatterla, cercando nello stesso tempo
    di entrare a pieno titolo nella UE, che la ridurrebbe alla stregua di una Cenerentola, come è già capitato alla Grecia e sta
    succedendo oggi all'Italia.
    L'interesse che hanno gli Stati Uniti per questo paese non può far altro che indispettire Putin. La guerra fredda in realtà non è mai
    finita, anche se nel tempo si è trasformata in una competizione per il controllo dell' energia e lo sviluppo di tecnologie più
    avanzate.
    Speriamo che ciò non si trasformi in una nuova corsa agli armamenti.

    Frederyc Montesano - 3^ As

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