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lunedì 5 settembre 2016

Salviamo la lingua italiana.

Un invito rivolto non soltanto a certe amministrazioni comunali, ma anche a giornalisti tanto bravi, quanto, forse  (almeno in questo caso),  un po' frettolosi  ("senza che nessuno se n’è sia mai accorto").
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Il documento di riconoscimento? A Modica, in provincia di Ragusa, è davvero esclusivo ed unico rispetto al resto del Paese. Nella città della Contea, la patria del cioccolato e culla del barocco del Val di Noto, la carta non è d’identità, ma “d’idendidà”. Si tratta di uno strafalcione banale, di poco conto, ma che segna i documenti dei modicani da almeno un decennio a questa parte senza che nessuno se n’è sia mai accortoChissà quanti anni sarebbero ancora potuti passare prima che qualcuno si rendesse conto dell’errore, se non fosse stato per qualche cittadino un po’ più avveduto che, individuata l’inesattezza che si trova nella parte in basso del bollo da 5,16 euro, ha deciso di pubblicare tutto su Facebook. “Amo il mio dialetto – ha commentato Silvia sul social network– ma in alcuni casi sarebbe necessario ricorrere alla lingua italiana!!!”. Ovviamente i commenti non si sono fatti attendere, la notizia in pochissimo tempo ha fatto il giro del web e ha spopolato nelle pagine locali suscitando l’ilarità di tanti e l’indignazione di alcuni.

sabato 3 settembre 2016

Prendete esempio da Rudolph Travis.

Dal 30 agosto circola online una foto in cui si vedono due ragazzi: uno è Travis Rudolph, forte giocatore di 21 anni della squadra di football della Florida State University, e l’altro è Bo Paske, studente di una scuola che la squadra stava visitando. I due sono seduti insieme alla mensa scolastica della Montford Middle School, in Florida. Rudolph ha detto di aver visto Paske solo al tavolo e quindi gli ha chiesto: «Posso sedermi qui con te a mangiare?». Lui gli ha risposto: «Certo, perché no?». Rudolph – che è considerato una star del football universitario americano – non lo sapeva ma Paske è autistico, e per questo viene spesso isolato. Qualcuno ha fatto una foto ai due e poi l’ha mandata a Leah Paske, la madre di Bo, che l’ha pubblicata su Facebook: è stata condivisa più di 14mila volte.

La dura vita dei pastori nomadi in Mongolia.

Ganbat e Tumursukh sono due uomini di circa 50 anni, nati nello stesso villaggio nel mezzo della taiga. In questa foresta innevata ai margini settentrionali della Mongolia, a pochi chilometri dalla Russia, alci e linci sono più numerosi degli uomini. Per raggiungere la loro remota regione bisogna attraversare il lago Hovsgol, nel nord del paese, e percorrere la steppa per un paio di giorni senza incontrare nessuno. Padri di famiglia rispettati dai loro pari, Ganbat e Tumursukh hanno dedicato la loro vita a questa vasta distesa di foresta boreale, la taiga. E i loro occhi si illuminano quando ne parlano.

Sopravviverà la Francia alla spazzatura di "Charlie Ebdo" ?

Corpi sotto le macerie raffigurati come lasagne di pasta e volti insanguinati come «penne al pomodoro». È l'inquietante vignetta pubblicata sull'ultimo numero del periodico satirico francese Charlie Hebdo con il titolo «Terremoto all'italiana» e che ha scatenato un'ondata di contestazioni sul web e le reazioni sconcertate di tutto il mondo politico. Tanto che l'ambasciata di Francia è corsa ai ripari, dissociandosi dai contenuti del disegno e ribadendo la solidarietà alle vittime del sisma. Nel pomeriggio il giornale francese ha diffuso su Facebook una seconda vignetta di "precisazione". Vi compare una persona insanguinata sotto le macerie, come nel disegno contestato, che si rivolge al lettore: «Italiani...non è Charlie Hebdo che costruisce le vostre case, è la mafia!».

Ricordo di uno dei più grandi maestri del cinema: Frank Capra.

Frank Capra, oggi, si sente nominare quasi soltanto in espressioni come “l’America di Frank Capra” o simili, che evocando i temi dei suoi film più famosi sono usate per definire storie o situazioni di buoni sentimenti altruisti o generosi nella partecipazione a una comunità. Lui, Frank Capra, fu regista di film di straordinario successo negli anni Trenta e Quaranta e che continuarono a essere programmati molti decenni dopo dalle televisioni, soprattutto nei periodi delle feste. Questi, per esempio.
Accadde una notte (1934)
È arrivata la felicità (1936)
Mr. Smith va a Washington (1939)
La vita è meravigliosa (1946)
Arsenico e vecchi merletti (1944)
Angeli con la pistola (1961)

Gli alberi genealogici dei matematici.

La maggior parte dei matematici del mondo appartiene ad appena 24 "famiglie" scientifiche, una delle quali risale al XV secolo. La scoperta arriva da un'analisi del Mathematics Genealogy Project (MGP), che punta a collegare tutti i matematici, vivi e defunti, secondo alberi genealogici basati sul legame insegnante-allievo, in particolare su chi ha fatto da supervisore a chi durante il dottorato.

L'analisi usa l'MGP – il più completo di progetti simili – anche per rintracciare le tendenze nella storia della scienza, tra cui l'emergere degli Stati Uniti come potenza scientifica negli anni venti del secolo scorso, e il momento in cui differenti settori della matematica sono divenuti dominanti. "Si riesce a vedere come si è evoluta la matematica nel tempo", spiega Floriana Gargiulo, che studia reti dinamiche all'Università di Namur, in Belgio e che ha diretto l'analisi.

Il Grande incendio di Londra del 1666.



Nelle prime ore del 2 settembre del 1666 – 350 anni fa, oggi – iniziò il Grande incendio di Londra: durò fino al 5 settembre e distrusse circa 13mila case, lasciando almeno 65mila sfollati. Si calcola che solo un quinto della parte di Londra dentro alle mura medievali non fu toccato dall’incendio e furono quindi distrutti anche la maggior parte dei più importanti edifici della Londra di quegli anni, compresa la vecchia Saint Paul’s Cathedral. Secondo i resoconti del tempo i morti non furono più di 20, ma oggi si pensa che furono molti di più: era impossibile capire chi vivesse dove e si pensa anche che molti corpi furono praticamente cremati dalle fiamme, che in certi casi superarono i mille gradi centigradi.

Calendario a.s. 2016-17.

Fra meno di due settimane inizierà la scuola in tutte le regioni italiane, che già da alcune settimane hanno diffuso il calendario per l’anno scolastico 2016-2017. Le date dell’elenco che segue si riferiscono alle scuole elementari fino alle superiori: le scuole dell’infanzia hanno date leggermente diverse, soprattutto sulla fine delle lezioni (quasi ovunque prevista per il 30 giugno 2017). Per ogni regione è indicata la data dell’inizio e della fine delle lezioni: il link nel nome a ogni regione rimanda alle delibere regionali con cui sono stati stabilite – stilare il calendario scolastico è di competenza regionale – e ai giorni di festa di ciascuna regione. Gli studenti che inizieranno prima le scuole sono quelli della provincia di Bolzano, che cominceranno il 5 settembre: per ultimi inizieranno le lezioni quelli di Campania, Emilia-Romagna, Lazio, Marche, Puglia e Toscana, il 15 settembre.

giovedì 1 settembre 2016

Appuntamento con il cinema d'autore. 1814.

1814, film  (2007), del regista estone Andres Puustusmaa.

La tranquillità di un prestigioso collegio fondato nel 1810 vicino San Pietroburgo per volontà dell'imperatore Alessandro I Romanov e destinato ai giovani rampolli della nobiltà russa, viene drammaticamente interrotta da una serie di omicidi compiuti dalla stessa mano. 
Ad aiutare l'ispettore di polizia inviato sul luogo per cercare di risolvere il caso saranno proprio i ragazzi del collegio, alcuni dei quali negli anni successivi saliranno agli onori delle cronache letterarie, politiche e militari.


Aperitivo quotidiano ai balordi che disprezzano la scuola.


Dedicato  (ammesso che capiscano)  ai fannulloni e agli zombie di oggi che vanno a scuola soltanto perché costretti dai genitori e dalla legge.


mercoledì 31 agosto 2016

Gli studenti del Sud sono più bravi di quelli del Nord ?

Ogni anno alla pubblicazione del report del Miur sugli esiti degli Esami di Stato si ripropone la stessa litania: le agenzie di stampa rilanciano la notizia rimarcando il record di "super meritevoli" nelle regioni meridionali, i governatori leghisti delle regioni del nord protestano citando i risultati dei test Invalsi e sui social si scatenano i commenti con le spiegazioni più fantasiose. Ma perché gli studenti del Sud ottengono voti più alti?
Come ogni anno, il Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca ha pubblicato il rapporto preliminare sugli esiti dell’Esame di Stato della scuola secondaria di II grado per l’anno 2015/2016. [1]

lunedì 29 agosto 2016

Alla scoperta della "Underground Railroad".

Quest’anno negli Stati Uniti si è tornati a parlare molto della “Underground Railroad”, letteralmente “Ferrovia Sotterranea”, cioè una rete fatta di sentieri, case e nascondigli che migliaia di schiavi neri utilizzarono prima dell’inizio della guerra di secessione per fuggire dagli stati schiavisti e arrivare in Canada. Una delle ragioni di questo ritorno d’interesse è un libro uscito il 2 agosto, The Underground Railroad di Colson Whitehead, un romanzo che racconta la fuga di una giovane schiava nera attraverso la “Ferrovia” (che non è una ferrovia vera, appunto). Il romanzo di Whitehead è anche uno dei cinque libri che Barack Obama ha annunciato di essersi portato in vacanza quest’estate.

domenica 28 agosto 2016

Quanto costerebbe prevenire i terremoti ?

I forti terremoti che hanno colpito l’Italia nel corso del Novecento e nei primi decenni del Duemila – per ultimo quello nel Centro Italia dello scorso 24 agosto – hanno provocato la morte di centinaia di persone, e hanno causato danni economici enormi. Se conosciamo con precisione il numero dei morti – che furono nell’ordine delle migliaia dal terremoto in Irpinia, in Campania, del 1980 – è più difficile fare una stima complessiva dei danni economici, soprattutto quelli con conseguenze a lungo termine. In questi giorni però alcuni esperti stanno sostenendo che il costo della messa in sicurezza preventiva degli edifici esistenti in tutta Italia sarebbe inferiore alla somma spesa dal 1968 (anno del terremoto della Valle del Belice, in Sicilia) in poi per la ricostruzione delle zone terremotate. La stima dei costi della messa in sicurezza degli edifici privati però cambia a seconda degli esperti, quindi questa ipotesi non è accettata da tutti. Quello che è certo è che la messa in sicurezza e la costruzione di nuovi edifici secondo regole antisismiche sarebbe l’unico modo per ridurre il numero di morti, feriti e sfollati nei futuri terremoti che potrebbero interessare l’Italia.

sabato 27 agosto 2016

Pokémon Go ? In alcuni paesi è fuorilegge.

Era solo questione di tempo prima che qualche paese vietasse Pokémon Go, il popolarissimo videogioco per smartphone basato sulla realtà aumentata. L’Iran l’ha fatto di recente, ma anche altri paesi cercheranno sicuramente di regolamentare il gioco, per un motivo semplice: Pokémon Go solleva troppe domande a cui non è ancora stata data una risposta soddisfacente. L’Iran potrebbe avere ragioni legate alla religione islamica per vietare Pokémon Go: nel paese, contro i precedenti videogiochi sui Pokémon era già stata emanata una fatwa, una sentenza religiosa, che – tra le altre cose – si opponeva all’idea che fosse possibile accelerare le trasformazioni degli animaletti per renderli più forti, perché considerata un riferimento alla teoria dell’evoluzione. Abolhasan Firouzabadi, il capo dell’autorità iraniana che si occupa di internet, però, ha detto che il divieto è stato introdotto per ragioni di sicurezza.

giovedì 25 agosto 2016

Educazione alla salute. La celiachia.

Il glutine è una delle sostanze più presenti nella nostra alimentazione: rende il pane e la pizza soffici e impedisce alla pasta di diventare collosa dopo pochi minuti di cottura, per esempio. Fa parte della nostra dieta da migliaia di anni ma solo da qualche decennio si è scoperto con certezza che in alcune persone può fare grandi danni. Questo problema si chiama celiachia e interessa meno dell’1 per cento della popolazione, ma da qualche tempo se ne parla molto in seguito alla nascita di una specie di movimento – “gluten free” o “senza glutine” – molto attivo soprattutto negli Stati Uniti secondo il quale questa sostanza va evitata, a prescindere dalla presenza o meno di intolleranze o allergie. In alcuni casi le aziende che producono cibi senza glutine hanno sfruttato questo allarmismo per aumentare le vendite dei loro prodotti, mediamente più costosi rispetto a quelli tradizionali. Ne è derivata una certa confusione su che cosa sia la celiachia, sui danni che può causare il glutine e in quali casi.

domenica 19 giugno 2016

Riflettori puntati sugli hooligan russi.

Durante gli Europei di calcio che si stanno svolgendo in Francia, ci sono stati scontri molto estesi e violenti tra i tifosi russi e quelli inglesi. La prima volta è accaduto a Marsiglia, prima della partita Russia-Inghilterra e poi all’interno dello stadio Velodrome. Questa settimana ci sono stati nuovi scontri a Lille nel nord della Francia, prima della partita tra Russia e Slovacchia. In tutto, più di una cinquantina di persone sono rimaste ferite, soprattutto tra gli inglesi, mentre 43 tifosi russi sono stati arrestati. In questi giorni, diversi giornali internazionali hanno scritto che gli scontri sono stati una specie di passaggio di testimone tra la tifoseria un tempo considerata più violenta, quella inglese, e quella di una nuova generazione: gli “hooligan” russi.

sabato 18 giugno 2016

Reinhold Hanning. L'ultimo nazista condannato ?

Reinhold Hanning, una ex guardia delle SS nel campo di concentramento di Auschwitz, è stato condannato in Germania a cinque anni di prigione per le sue responsabilità nell’uccisione di oltre 170mila persone. Hanning ha 94 anni e prestò servizio presso il campo di concentramento di Auschwitz tra il 1942 e il 1944. Il processo nei suoi confronti era iniziato a febbraio nella città di Detmold, nel nord della Germania. Gli avvocati di Hanning avevano sostenuto che, da guardia, non avesse mai ucciso o colpito personalmente alcun prigioniero. Il processo di Detmold potrebbe essere uno degli ultimi contro un nazista coinvolto nell’Olocausto, a oltre 70 anni dalla fine della Seconda guerra mondiale.

lunedì 9 maggio 2016

Corea del Nord. Uno scrittore contro la dittatura.

Pierre Rigoulot è un ricercatore francese specializzato nella storia del comunismo, fondatore del Comitato d’aiuto alla popolazione nordcoreana e autore della postfazione a La dénonciation. È anche grazie a lui se questo libro ha raggiunto l’Europa.

Come ha scoperto i sette racconti di Bandi?

Mi trovavo a Parigi a un incontro del Comitato. Alla riunione c’era la signora Lim Yeong-hee, che poi ha tradotto il testo: è stata lei a parlarci di questo libro uscito in Corea del Sud, ne era entusiasta. Io ho incontrato l’editore Philippe Picquier, che ne ha capito subìto la potenzialità e mi ha proposto di scrivere la postfazione.


lunedì 28 marzo 2016

In Corea del Sud sempre più giovani intossicati dai cellulari.

C’è chi ha nascosto lo strumento proibito nel doppiofondo della valigia per usarlo di nascosto lontano da occhi indiscreti e c’è anche chi si è svegliato nottetempo, buttandosi addosso al buio quello che capitava, sgattaiolando fuori dalla camera, scavalcando il recinto del campo per scappare e raggiungere a piedi la città più vicina, a oltre due chilometri di distanza. Sono tanti a subire crisi di panico nel Centro nazionale per la cura dei giovani dipendenti a Muju, nel cuore della Corea del Sud. I circa cinquemila ragazzi tra i 10 e i 18 anni ospitati nel campo aperto da un anno, non devono disintossicarsi da droga o alcol ma da internet e dagli smartphone.

lunedì 7 marzo 2016

Da Google libri sempre più tecnologici.


Il 4 marzo Google ha brevettato due nuove tecnologie per raccontare storie da applicare ai libri di carta: lo “Storytelling Device” o “Interactive Book” (in italiano “Dispositivo per raccontare storie” e “Libro interattivo”), e il “Media Enhanced Pop-up Book” (in italiano “Libro pop-up potenziato”). Il primo è un libro cartaceo con un sensore che capta i movimenti del lettore e attiva la proiezione di immagini e l’emissione di suoni da una piccola cassa. La cassa e il proiettore sono inseriti all’interno della costola del libro e si attivano a seconda dell’andamento della storia.

Elezioni presidenziali USA. Michael Bloomberg decide di non candidarsi.


Michael Bloomberg
Michael Bloomberg
Michael Bloomberg non scenderà in campo come candidato indipendente nelle elezioni presidenziali americane. L'ex sindaco di New York, miliardario e fondatore dell'omonimo impero dell'informazione finanziaria ha pubblicato un editoriale sul suo sito di commenti, Bloomberg View, dal titolo significativo: “La responsabilità che non mi prenderò”. Quella responsabilità è che una sua candidatura indipendente possa in qualche modo dividere il voto moderato e facilitare una elezione di Donald Trump, l'attuale frontrunner alla nomination repubblicana, alla Casa Bianca. Bloomberg, nonostante le difficoltà che un  un indipendente avrebbe incontrato nel vincere le elezioni, aveva considerato per mesi una candidatura, commissionando sondaggi e indicando che sarebbe sceso in campo soprattutto qualora i due partiti, il repubblicano e il democratico, avessero scelto candidati estremi quali Trump e il socialdemocratico Bernie Sanders. Ora, con Trump in vantaggio e Ted Cruz alle sue spalle tra i repubblicani ma Hillary Clinton indirizzata a vincere la nomination democratica, l'ex sindaco che aveva promesso una decisione entro marzo ha rotto gli indugi ritirando le proprie avance e scagliandosi piuttosto in un duro j'accuse del del controverso costruttore e personalità televisiva a sua volta di New York.

Bloomberg accusa Trump di aver condotto “la campagna più demagogica che si ricordi, facendo leva sui pregiudizi e sulle paure della gente”. Denuncia le idee di Trump di vietare l'ingresso ai musulmani nel Paese, di scatenare guerre commerciali contro la Cina e contro il Giappone. E non ultimo afferma di essere profondamente turbato dalla sua “pretesa ignoranza di David Duke”, il noto ex leader razzista e del Ku Klux Klan che Trump ha finto di non conoscere evitando di prendere subito e pubblicamente le distanze dall'appoggio che Duke gli aveva offerto. L'ex sindaco di New York sostiene che questi atteggiamenti “ci “ci dividerebbero come Paese e comprometterebbero la nostra leadership morale nel mondo”, con il risultato di “rafforzare i nostri nemici, minacciare la sicurezza dei nostri alleati e mettere a repentaglio la sicurezza di nostri uomini e donne in uniforme”. L'ex sindaco, se prende di mira Trump, non ha tenere parole neppure per Cruz, esponente della destra conservatrice e ultra-religiosa oggi emerso come principale sfidante interno repubblicano che a sua volta condanna: “Così com'è oggi la campagna _ afferma _ una mia candidatura potrebbe portare all'elezione di Trump o di Cruz. In tutta coscienza è un rischio che non posso correre".

Bloomberg, 74 anni, a dimostrazione della serietà dei preparativi per quella che probabilmente è stata la sua ultima occasione per cercare la presidenza degli Stati Uniti aveva condotto sondaggi in almeno 22 stati, ingaggiato decine di consulenti e consiglieri politici, preparato campagne pubblicitarie e aperto uffici elettorali in due stati, Texas e North Carolina. Aveva anche contattato l'ammiraglio in pensione Michael Mullen, ex capo degli Stati Maggiori riuniti delle forze armate, per la possibile creazione assieme di un ticket presidenziale.  

domenica 6 marzo 2016

Che succede alla Reggia di Caserta ?


Da due giorni sui quotidiani nazionali si parla di una polemica che riguarda la Reggia di Caserta, uno dei più famosi palazzi storici italiani, e il suo nuovo direttore Mauro Felicori. La causa della polemica è un documento scritto da tre sindacati dei dipendenti della Reggia – UIL, USB e UGL – che in sostanza rimproverano a Felicori di lavorare fino alla sera tardi, oltre l’orario di chiusura, cosa che secondo loro mette a rischio la sicurezza della struttura.

sabato 5 marzo 2016

Riflettori puntati su Donald Trump.


Donald Trump Holds Campaign Rally In Warren, Michigan
 Donald Trump durante un comizio in Michigan.
Durante la campagna elettorale per le primarie americane si è detto molto sulla carriera imprenditoriale di Donald Trump: si è parlato delle sue dichiarazioni molto teatrali, del suo successo, e anche dei duri attacchi contro di lui fatti da Marco Rubio durante il dibattito Repubblicano di giovedì 25 febbraio. Alcune domande però rimangono: Trump è davvero un gigante dell’economia americana, un modello di successo imprenditoriale e un uomo che si è fatto da solo? O è una star da reality show che si è divertita per tutta la carriera a giocare con le imprese costruite con soldi ereditati mentre continuava a rincorrere la fama? Sembra che la verità stia nel mezzo. Le sue decisioni imprenditoriali dimostrano che Trump è un mix di spacconeria, fallimenti e successo reale.

Bestiario bullista.

Per tre mesi ha vissuto un incubo ed è pure finito in depressione. Un quindicenne canavesano era perseguitato da due suoi coetanei che doveva pagare se non voleva essere picchiato. E, quando non è riuscito a sfilare di nascosto i soldi ai suoi genitori per pagare la rata, uno dei suoi persecutori lo ha minacciato: «Se non puoi pagare la rata dovrai spacciare hashish per noi».  

Ma il ragazzino non ha più retto e ha raccontato tutto ai genitori e ai carabinieri. E così, i carabinieri di Rivara, in collaborazione con i colleghi di Chivasso e del nucleo operativo di Venaria, hanno arrestato due studenti minorenni, residenti in Alto Canavese (come la vittima).  

I militari bloccato gli estorsori mentre intascavano l’ultima rata all’esterno della scuola superiore di Caluso che frequentavano i tre. Ora sono agli arresti domiciliari. Tutto è iniziato nel dicembre scorso quando i due bulli hanno avanzato le prime richieste di denaro al loro coetaneo. Prima 50, 80 euro, poi le pretese sono lievitate fino ad arrivare a 500 euro in un colpo solo.  

Il ragazzo prelevava le banconote dal nascondiglio usato dai suoi genitori per custodire in casa qualche contante in caso di emergenza. Ad un certo punto, però, la vittima non se l’è più sentita di far sparire gli euro da casa. Anche perché mamma e papà avevano subodorato che c’era qualcosa di strano in quegli ammanchi visto che, negli ultimi tre mesi il ragazzo avrebbe consegnato ai due bulli circa 2500 euro.  

Così la vittima ha provato a prendere tempo perché non sapeva più come fare per procurarsi i soldi. Ma i suoi due «amici» gli hanno infilato in tasca dei pezzi di haschish: «Se non puoi pagare vorrà dire che spaccerai per noi». Il minore, però, ha trovato la forza di raccontare tutto ed è partita la denuncia.  

Gianni Giacomini, Minacciato dai ragazzini bulli: “Se non ci paghi devi spacciare per noi” ,  "La Stampa", 5-03-16.

sabato 20 febbraio 2016

Hai pubblicato un libro ? Allora puoi uscire prima dal carcere.

Il governo di Dacian Ciolos ha deciso, come dichiarato dal ministro della Giustizia Pruna, di presentare un’ordinanza per abrogare la legge che consente a chi ha subìto una condanna di pubblicare libri e di ottenere con questi una riduzione della pena detentiva. La scelta, resa pubblica mercoledì 13 gennaio, sembra voler porre rimedio ad una situazione complessa ed in netto contrasto con il proposito  di estirpare la corruzione dalla società romena.

La norma
Risalente all’epoca comunista, la legge consente a chi ha subìto una condanna di ridurre ditrenta giorni la pena detentiva per ogni libro (scritto durante il periodo trascorso in carcere) pubblicato da riviste scientifiche o da un research body. Secondo quanto affermato da fonti governative, sarebbero trecentoquaranta i lavori pubblicati nel 2015 mentre circa novanta negli anni precedenti; cifre rilevanti che hanno portato il governo a prendere una posizione sull’argomento.
I casi
Tra i casi emblematici sembra soprattutto opportuno citare George Becali: ex imprenditore, proprietario di una squadra di calcio, politico e membro del parlamento europeo. Giudicato colpevole per tangenti ha visto la sua condanna a quarantadue mesi ridotta di cinque (è stato scarcerato lo scorso aprile) per aver pubblicato cinque libri tra i quali “Monte Athos, terra natìa della Chiesa Ortodossa”. Non solo, anche Dan Voicolescu, ex leader del partito conservatore romeno ed alleato dell’ex premier Victor Ponta, rientra tra coloro che hanno visto la loro condanna ridotta grazie alla pubblicazione di libri. Condannato a dieci anni di carcere ed arrestato nel 2014 per riciclaggio, ha visto pubblicati ben dieci suoi lavori in diciotto mesi, cifra che gli ridurrebbe di trecento giorni la pena detentiva. Anche l’ex primo ministro Adrian Nastase, condannato a due anni per aver ricevuto fondi illegali durante la campagna elettorale, è tra coloro che hanno beneficiato di una riduzione della pena detentiva per aver scritto numerosi libri sulle tematiche economiche durante i mesi passati in carcere.
Le dichiarazioni del ministro Pruna e l’iter parlamentare
Vista la situazione ormai fuori controllo, il ministro della Giustizia ha deciso di intervenire per abrogare la norma con un’ordinanza di emergenza il cui iter parlamentare dovrebbe concludersi in febbraio. Secondo quanto dichiarato dallo stesso ministro non si procederà immediatamente con la cancellazione della norma poiché sarà prima necessaria una consultazione; procedimento da seguire per ogni atto normativo.
Non solo, il ministro della Giustizia ha inoltre parlato della rimozione del capo della Amministrazione Nazionale dei Penitenziari (ANP), sottolineando come la questione sia prematura ma sia comunque necessario avviare un’ indagine amministrativa da parte dell’organismo di controllo del premier dal momento che “I fatti parlano chiaro relativamente alla competenza manageriale del direttore generale dell’ANP”.
Stando a quanto affermato dalle fonti locali e dallo stesso ministro della Giustizia, la norma che prevede la riduzione della pena detentiva per ogni libro pubblicato verrà rimossa il prossimo febbraio. Un passaggio chiave, necessario ma non sufficiente, verso l’eliminazione della corruzione chiesta dalla stessa società romena con proteste seguite all’incendio al Colectiv Club.
Camilla Filighera, ROMANIA: Sconto di pena se pubblichi un libro. Ma la legge sta per cambiare,  "East Journal", 29-01-16.

lunedì 15 febbraio 2016

La legge di Moore finirà in soffitta ?

Tra poche settimane la Semiconductor Industry Association (SIA) degli Stati Uniti e le altre associazioni in giro per il mondo che coordinano lo sviluppo e la produzione dei semiconduttori – quindi processori che fanno funzionare dispositivi di ogni tipo, compreso quello su cui state leggendo questo articolo – pubblicheranno un documento che di fatto segnerà la fine della “legge di Moore”, la regola dell’informatica più conosciuta anche tra chi ha poca dimestichezza con i computer. In un lungoarticolo pubblicato su Nature, M. Mitchell Waldrop spiega che si tratterà di un passaggio storico per i produttori di processori e che aprirà nuove opportunità per la cosiddetta “Internet delle cose” (“Internet of things”), cioè la possibilità di avere oggetti che dialogano tra loro online svolgendo compiti di vario tipo.

I pinguini della Baia del Commonwealth rischiano l'estinzione ?



pinguiniCapo Denison, il promontorio roccioso all’inizio della Baia del Commonwealth in Antartide, è uno dei posti più inospitali al mondo. Le sue coste sono battute da venti con raffiche che raggiungono regolarmente i 240 chilometri orari: è ritenuto il luogo più ventoso della Terra. Il Capo fu esplorato per la prima volta nel 1912 durante la storica spedizione Aurora, organizzata dal britannico Douglas Mawson nell’ambito di una serie di iniziative per la conquista e lo studio dell’Antartide. All’epoca fu stimato, con qualche approssimazione, che nella Baia del Commonwealth vivessero circa 200mila pinguini di Adelia (Pygoscelis adeliae), la specie di pinguino più diffusa nel continente Antartico, mentre ora la popolazione della colonia è più che decimata con la scomparsa di oltre 150mila esemplari in pochi anni in parte a causa di un gigantesco iceberg, che impedisce ai pinguini di raggiungere il mare.
Un gruppo di ricercatori della University of New South Wales, Australia, ha di recente pubblicato uno studio sulla scomparsa dei pinguini di Adelia nel quale ipotizza che entro vent’anni l’intera colonia di pinguini potrebbe sparire dalla Baia del Commonwealth, in particolar modo da Capo Denison. Un tempo fiorente e molto popolata, la colonia ha iniziato ad avere problemi di sopravvivenza nel 2010 in seguito all’arrivo sulle coste del Capo di un grande iceberg, chiamato B09B, con un’area di circa 100 chilometri quadrati. La grande massa di ghiaccio si è arenata nel mezzo della Baia del Commonwealth e, in poco tempo, ha portato alla formazione di uno strato ghiacciato nel tratto di mare compreso tra la costa e il margine dell’icerberg, allungando di chilometri il viaggio che i pinguini devono compiere per raggiungere l’acqua, dove pescano il cibo per nutrirsi e per provvedere alle loro nidiate.
capo-denison-pinguini
I pinguini di Adelia hanno bisogno di avere un accesso all’acqua entro 2-3 chilometri dal punto in cui si trova la loro colonia: se il viaggio diventa più lungo aumenta il consumo di calorie, condizionando le possibilità di sopravvivenza. A causa dell’iceberg B09B, negli ultimi anni i pinguini sono stati costretti a camminare per quasi 60 chilometri prima di arrivare a un accesso al mare: molti uccelli non ce la fanno a sostenere un viaggio di questo tipo, con conseguenze anche per la prole che resta nei nidi in attesa di cibo che non arriverà mai.
Le stime effettuate dai ricercatori australiani sono piuttosto impressionanti. A inizio Novecento le colonie nella Baia del Commonwealth erano costituite da circa 200mila pinguini di Adelia, numero che rimase più o meno stabile nei decenni successivi. Le cose sono cambiate sensibilmente a partire dal 2010 con un progressivo declino nel numero di esemplari, dovuto soprattutto al minor numero di uova deposte e al tasso più alto di mortalità. Dallo studio delle immagini satellitari e sulla base delle rilevazioni sul campo, i ricercatori hanno concluso che nella zona ci sono quasi 150mila pinguini in meno. È probabile che la maggior parte siano morti e che parte della colonia si sia trasferita in altri punti, ma la riduzione è comunque di grandi proporzioni e dimostra quali possano essere gli effetti di un repentino cambiamento dell’habitat di questi animali.
Nello studio i ricercatori scrivono che la popolazione di pinguini “a Capo Denison potrebbe essere eliminata entro 20 anni, a meno che l’icerberg B09B non si sposti o che si rompa lo strato di ghiaccio che si è formato lungo la Baia”. Lo studio non esclude che ci possano essere state altre cause nella riduzione del numero di pinguini, ma spiega comunque che una colonia situata 8 chilometri a est della Baia – dove l’accesso al mare non è precluso dall’iceberg – sta prosperando, con un numero stabile di nuove nascite.

domenica 14 febbraio 2016

Alla scoperta delle onde gravitazionali.


onde-gravitazionaliIn due conferenze stampa in contemporanea organizzate a Washington, Stati Uniti, e a Cascina (Pisa), i ricercatori degli esperimenti LIGO (Stati Uniti) e VIRGO (Europa) hanno annunciato di avere rilevato e verificato l’esistenza delle “onde gravitazionali”, una scoperta fondamentale per la fisica e che probabilmente varrà il Nobel ai suoi autori. Ipotizzate per la prima volta da Albert Einstein un secolo fa e da tempo in attesa di una osservazione diretta, le onde gravitazionali hanno la capacità di allungare e restringere lo spazio-tempo man mano che si diffondono nell’Universo. Per decenni gli scienziati hanno cercato indizi di vario tipo per dimostrarne l’esistenza direttamente, ma finora i loro tentativi erano stati viziati da interferenze di vario tipo e dalla mancanza di strumentazioni sensibili a sufficienza.
LIGO ha identificato le onde gravitazionali utilizzando alcuni osservatori fatti a “L”, costituiti da tunnel lunghi 4 chilometri che possono rilevare minuscole variazioni nella misura dello spazio causate dal passaggio delle loro perturbazioni; VIRGO ha avuto un ruolo più marginale, ma ha elaborato parte dei dati raccolti dall’esperimento statunitense. I ricercatori dicono che le onde gravitazionali osservate sono state prodotte da due buchi neri di diametro di 150 chilometri circa e con 29 e 36 volte la massa del nostro Sole: giravano l’uno intorno all’altro in una spirale che li ha portati a fondersi creando un unico buco nero 62 volte più massivo del Sole, a 1,3 miliardi di anni luce da noi (la loro collisione è quindi avvenuta 1,3 miliardi di anni fa). La massa mancante pari a circa tre soli, insomma, si è trasformata in energia ed è diventata onda gravitazionale. A settembre del 2015, gli osservatori ne hanno rilevato il passaggio e questo è il “rumore” della collisione (chirp):
Ma ora lo rispieghiamo con calma.
Cosa sono le onde gravitazionali
Un’onda gravitazionale è una increspatura nello spazio-tempo, il concetto introdotto nella relatività generale da Albert Einstein per descrivere la struttura quadridimensionale dell’universo: lunghezza, larghezza, profondità e tempo. In pratica lo spazio-tempo è sia il palcoscenico sia il coprotagonista di tutte le cose che succedono nell’Universo. Per spiegare meglio il concetto di onde gravitazionali, i fisici di solito la prendono alla lontana partendo da un’analogia piuttosto efficace: immaginate che lo spazio sia un grande trampolino elastico, uno di quelli di gomma su cui si sprofonda mentre ci si cammina o salta sopra. Se si appoggia un oggetto con massa sulla sua superficie – una palla da bowling, per esempio – questo fa cedere e deformare il tappeto verso il basso, creando una specie di cono. Nell’universo avviene più o meno la stessa cosa: più un corpo celeste ha una massa grande, più lo spazio si incurva e si deforma.

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In un sistema solare, la stella intorno cui orbitano i pianeti è di solito l’oggetto più massiccio nei paraggi: la stella crea un’enorme deformazione dello spazio che ha intorno, e di conseguenza condiziona il movimento dei pianeti che le sono vicini. L’analogia del trampolino elastico aiuta anche in questo caso: se lanciate una biglia (un pianeta) vicino a una palla da bowling (la stella) poggiata su un trampolino di gomma, noterete che la pallina non si muoverà in linea retta, ma inizierà a girare intorno alla palla da bowling seguendo una traiettoria circolare nel cono della deformazione, come fosse in orbita (in questa analogia naturalmente la pallina prima o poi raggiunge la palla da bowling a causa della forza di gravità terrestre). Su una scala planetaria molto più grande, questo ci dice che i corpi celesti orbitano intorno ad altri corpi per via della deformazione, cioè della curvatura, dello spazio.
Increspature
La biglia si muove lungo la sua orbita circolare e la sua velocità cambia direzione e intensità: accelera e produce un’increspatura variabile nel tappetino a mano a mano che lo percorre. Qualcosa di analogo avviene quando è un corpo celeste ad accelerare: crea delle deformazioni dello spazio, cioè delle onde gravitazionali. Tutti i corpi con massa (o energia) contribuiscono a creare le increspature nello spazio-tempo, ma sono infinitesimali perché la gravità non è una forza molto intensa se paragonata alle altre forze dell’Universo. Il problema è che anche un’onda molto grande causa effetti molto difficili da rilevare. Solo i corpi celesti molto massicci (ma proprio tantissimo) producono onde gravitazionali tali da potere essere rilevate e studiate dai ricercatori. Ma riuscire comunque a identificarle, e quindi a confermare nella pratica la teoria, era stato finora impossibile a causa di diverse altre complicazioni.

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Un’increspatura comporta una contrazione o una dilatazione dello spazio, ma siccome facciamo parte dello stesso spazio ci è impossibile notarla direttamente perché noi stessi siamo coinvolti nelle dilatazioni e nei restringimenti. Per aggirare il problema, i fisici fanno ricorso a una costante: la velocità della luce. Siccome la sua velocità è sempre uguale, possiamo sapere quanto tempo impiega la luce a spostarsi da un punto a un altro. Se il tempo di viaggio aumenta, vuol dire che l’onda gravitazionale ha portato a una dilatazione dello spazio, mentre se diminuisce vuol dire che lo spazio si è ristretto, e che quindi la luce ha dovuto percorrere una distanza inferiore per arrivare a destinazione.
LIGO e VIRGO
Il Laser Interferometer Gravitational-Wave Observatory (LIGO) sfrutta questo principio per rilevare le onde gravitazionali, con due osservatori negli Stati Uniti (uno in Louisiana e uno nello stato di Washington) costituiti da un grande tunnel vuoto a forma di “L” lungo 4 chilometri per lato. A ogni estremità ci sono degli specchi sospesi: valutando il tempo impiegato dalla luce laser per percorrere il tunnel si può identificare un loro minimo movimento, causato proprio dalle onde gravitazionali.VIRGO, un altro rilevatore che si trova a Cascina (Pisa), è praticamente uguale a LIGO, ma con dimensioni più ridotte e serve sempre per identificare le onde gravitazionali. Quindi: durante gli esperimenti, è stata riscontrata una variazione del tempo impiegato dalla luce per coprire la distanza all’interno del tunnel: distanza che i ricercatori si spiegano con la deformazione dello spazio-tempo causata dalle onde gravitazionali generate dai due buchi neri.

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Difficoltà e interferenze
Il problema con cui i fisici fanno i conti da anni è l’estrema difficoltà nell’effettuare misurazioni precise per rilevare un’onda gravitazionale. Le variazioni di distanza sono infinitesimali e, per farsi un’idea, sarebbe come valutare se una rotaia lunga mille miliardi di miliardi di metri si sia accorciata o espansa di 5 millimetri. Se un’onda gravitazionale di notevole portata attraversasse la Terra, per esempio, farebbe restringere e allargare il diametro del nostro pianeta di appena 10 nanometri (dieci miliardesimi di metro), se non di meno. I ricercatori devono quindi confrontare le ondulazioni misurate con i loro esperimenti con quelle che secondo la teoria fatta di complesse equazioni si dovrebbero produrre in presenza di onde gravitazionali. Per farlo è necessario conoscere il rumore di fondo e le interferenze, presenti anche nel più raffinato degli strumenti, per poterne fare la tara ed escluderli dai calcoli, cosa che finora ha complicato moltissimo le ricerche e indotto i loro responsabili a essere estremamente cauti nell’annunciare di avere rilevato o meno un’onda gravitazionale. Nel 2014 furono annunciati importanti progressi, ma ulteriori verifiche smontarono l’ipotesi di avere effettivamente registrato increspature di qualche tipo.

A cosa serve la scoperta
L’identificazione nella pratica delle onde gravitazionali non è solo un’importante conferma delle teorie di Einstein: è la via per poterle attuare e sfruttare ai fini di ricerca in una situazione nuova e finalmente completa. Gli astrofisici avranno a disposizione nuovi sistemi per studiare l’Universo, analizzando le onde gravitazionali oltre a quelle elettromagnetiche già studiate da tempo. Ed è forse questo uno degli aspetti più interessanti per la pratica: ogni volta che abbiamo trovato nuovi strumenti e modi per osservare l’Universo, abbiamo scoperto cose che nemmeno immaginavamo.  In un certo senso, è come passare dalla semplice osservazione degli animali allo zoo a quella nel loro habitat in libertà. Le evidenze portate da LIGO e VIRGO confermano inoltre che la fisica di Newton, quella che si studia a scuola, è solo un’approssimazione di quella di Einstein, e che è valida solo per corpi con velocità piccole e campi gravitazionali da loro creati deboli.

E. Menietti, Abbiamo trovato le onde gravitazionali, "Il post", 11-02-16.

lunedì 8 febbraio 2016

Bestiario ideologico. L'abolizione del voto di condotta.

“Basta con il voto in condotta, va abolito”. A lanciare la proposta, destinata ad aprire un nuovo dibattito nel mondo della scuola, è l’onorevole Milena Santerini, ex “Montiana”, ora del gruppo “Democrazia solidale”. Da settimane la deputata sta lavorando ad un disegno di legge che ben presto sarà depositato alla Camera. L’obiettivo della Santerini è chiaro: contrastare il più possibile la dispersione scolastica alla scuola secondaria superiore e ridare legittimità all’educazione alla cittadinanza”. Così l’incipit dell’articolo di Alex Cortazzoli sul “Fatto Quotidiano” del 1° febbraio.

Com’è noto, il voto di condotta può influire in due modi sulla valutazione finale. Influisce sull’ammissione all’esame di Stato se va da 6 a 10, ma pochissimo, perché fa media con molte materie. L’obbiettivo principale di Milena Santerini è però il secondo modo, il 5 in condotta finale con il quale si ripete l’anno. Infatti afferma con sicurezza: “Non si capisce perché un giovane che ha un otto in matematica debba ripetere l’anno se ha l’insufficienza in condotta. Di fronte a dei comportamenti scorretti, dobbiamo trovare altre soluzioni, delle punizioni esemplari, dei percorsi di volontariato, ma non possiamo penalizzare con la bocciatura un ragazzo”.
La deputata di “Democrazia solidale”, tra l’altro docente di pedagogia all’università Cattolica di Milano, dimostra di conoscere poco il mondo della scuola; infatti in quasi tutti i casi di bocciatura l’insufficienza in condotta si accompagna a numerose e gravi insufficienze nelle materie. Ma anche se ci fossero casi di studenti virtuosi nello studio, responsabili però di comportamenti molto gravi, la loro mancanza di rispetto delle regole a maggior ragione dovrebbe pesare nel giudizio finale per l’esempio negativo che darebbero ai loro compagni. E comunque, quanti sono stati finora i casi di ripetenza per via del comportamento? La Santerini non ce lo dice, ma c’è da scommettere che siano una percentuale minima. È quindi assurdo pensare di combattere l’insuccesso scolastico “depenalizzando” il 5 in condotta.
Si tratta, allora, del buonismo tipico di buona parte dei pedagogisti, i quali ritengono che per far crescere la società italiana occorra creare un senso di cittadinanza, integrare le nuove generazioni, far dialogare le culture e mettere al centro del rapporto didattico gli allievi, ma poco parlano di una scuola esigente sul piano dell’apprendimento e del comportamento, svalutando così fortemente il ruolo dei docenti.
Infatti si affida alla scuola la funzione di formare l'uomo e il cittadino (possibilmente del mondo, non del proprio Paese, nei confronti del quale si è solo dei rivendicatori di diritti, liberi da ogni dovere), ma a questo scopo un voto di condotta che abbia delle conseguenze viene considerata una forma arcaica di controllo sugli individui e un’illegittima interferenza sulla valutazione del profitto. Invece la disciplina scolastica e il relativo voto di condotta non solo servono a educare alla convivenza civile, ma sono parte essenziale della formazione degli allievi e non una limitazione della loro personalità. Gli studenti sono ragazzi che crescono, che scoprono se stessi, che si misurano con gli altri e così conquistano il principio di realtà.
Ma il voto di condotta serve in modo particolare allo studente socialmente e culturalmente svantaggiato, tendenzialmente dropout, che non è certo il buon selvaggio guastato dalla società di cui parla Rousseau. È spesso un ragazzo cresciuto in un mondo senza regole, dove è frequente la prevaricazione, e ha bisogno più di altri di appoggiarsi alle certezze delle regole di una scuola in cui vige il principio di autorità e quello della responsabilità personale. Senza di che resterebbe confinato anche da adulto nel mondo di marginalità da cui proviene; e di questo dovrebbe ringraziare proprio il buonismo dei “progressisti” e dei pedagogisti.